Lavoro in un Dipartimento materno-infantile e mi occupo di Radiodiagnostica. Questi sono i miei Appunti di Radiologia: ti racconto di me e del mio progetto.
Rientrando al lavoro dalla maternità ho iniziato a riflettere molto sul rapporto che abbiamo con i pazienti pediatrici e i loro genitori; mi sono chiesta come vorrei venisse trattata mia figlia e come vorrei essere trattata io da genitore in un contesto del genere.
Ho iniziato a lavorare sulle tecniche di comunicazione pediatrica e ho sviluppato strategie per ottenere la massima collaborazione dai bambini e rassicurare i loro genitori (e futuri genitori!).
Una buona comunicazione, data dalla corretta informazione, permette di eseguire l'esame in un ambiente più sereno per tutte le parti coinvolte.
Non ha paura, quindi ascolta le nostre istruzioni.
Si fida ed è tranquillo, quindi non rischia di agitare ulteriormente il bambino.
Applica tutte le norme di radioprotezione e ottimizza al meglio l'esame, con tecniche in costante aggiornamento.
Credo fermamente che lo scopo ultimo della divulgazione in ambito radiologico sia la radioprotezione.
Si traduce in esami che non devono essere ripetuti a causa del movimento del bambino o del posizionamento scorretto, ma anche nella possibilità di allontanare il genitore dalla sala radiologica per proteggere non solo il paziente, ma anche la popolazione. E vale anche per gli adulti, che cercano risposte e rischiano di imbattersi nella cattiva informazione del web: serve un riferimento autorevole, professionale, ma anche umano.
Realizzato per il convegno del 28 ottobre 2025.